Gen'09: La crisi della fiat e i compensi degli amministratori
(di Gavino Deruda)

L’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, dichiara che senza aiuti dello Stato sono a rischio 60mila posti di lavoro nell’azienda che dirige da anni.  Nessuna sorpresa. La musica è sempre la stessa. Quando le cose vanno bene i meriti e gli appannaggi (e che appannaggi!) sono dei manager. Quando le cose vanno male si usano i lavoratori come arma di ricatto per chiedere l’intervento dello Stato.

Senza voler entrare nel merito di questo eventuale intervento ci permettiamo sommessamente di fare  tre semplici domande:

a)     questa crisi arriva all’improvviso, in modo imprevisto e all’insaputa di così tanto capaci e talentosi dirigenti?

b)     Come giustificano i signori Marchionne, Cordero di Montezemolo, Elkann, i faraonici, vergognosi compensi che si sono attribuiti in tutti questi anni?

c)     Sono disponibili i predetti signori a mettere una parte di tali indecenti compensi a disposizione del paese per estendere un pò il sistema degli ammortizzatori sociali per i lavoratori in mobilità?


Infine il nostro attuale governo ha difficoltà a seguire su queste vicende l'esempio della sig.ra Merkel in Germanio, di Brawn in Gran Bretagna, di Sarkozy in Francia o di Obama in America?





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