Feb'09: Corte Conti: Italia tra corruzione e sprechi
Le relazioni del presidente e del PG della Corte dei conti all'inaugurazione dell'anno giudiziario

Tra i peggiori Paesi al mondo per corruzione con scarsi controlli che non invitano certo all'ottimismo. Lo ha evidenziato, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2009, il presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro. ''In periodi, come l'attuale di congiuntura economica negativa – ha sottolineato Lazzaro - occorre ridurre la spesa complessiva di funzionamento della Pubblica Amministrazione a beneficio di quella di investimento". Un'Amministrazione che deve avere adeguate risorse strumentali, in uomini e mezzi, ma che - come avvertito in più occasioni dalla Corte – necessita di un apparato più agile e più snello.

 

Senza troppi giri di parole, il Procuratore generale della Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, ha parlato del danno erariale nel settore della sanità. ''Terreno fertile per comportamenti truffaldini o comunque forme di sperpero di pubbliche risorse si e' dimostrato il settore della spesa farmaceutica sanitaria nel cui ambito sono emerse ipotesi di doppia e fraudolenta fatturazione, mancato completamento di strutture ospedaliere o mancata utilizzazione di impianti già realizzati, spese per corsi di formazione non espletati ovvero carenti di documentazione, irregolare gestione di case di cura convenzionate, irregolarità sulla gestione dei ticket e iperprescrizione di farmaci''. 


E poi le tangenti: un atto riprovevole che fa lievitare i costi delle opere pubbliche. "Nel corso del 2008 le sezioni centrali e regionali della Corte dei Conti - ha affermato il PG - hanno emesso 102 sentenze per danno erariale derivante da attività contrattuale, delle quele 77 sono sfociate nella condanna dei chiamati in giudizio. Le patologie maggiormente ricorrenti negli appalti pubblici di opere, bene e servizi attengono innanzitutto a fatti corruttivi e concussivi - ha spiegato Pasqualucci - che, al di la della loro riprovevolezza sotto l'aspetto penale, incidono di norma sul prezzo degli appalti medesimi, aumentandone l'entità e determinando quindi un maggior onere finanziario a carico dell'erario, assolutamente ingiustificato". Infine, Pasqualucci denuncia che "anche nel corso del 2008 molte fattispecie di responsabilità amministrativa sono da collegare direttamente o indirettamente al fenomeno delle cosiddette opere pubbliche incompiute, opere cioè progettate ma non appaltate ovvero non completate o comunque inutilizzabili per scorretta esecuzione, che rappresentano un gravissimo spreco di risorse pubbliche e la testimonianza più eloquente dell'inefficienza dell'amministrazione centrale e periferica".



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