Feb'09: Giornata del ricordo delle foibe
Roma 11 febbraio 09

La Giornata del Ricordo per non dimenticare la tragedia delle foibe di cui furono vittime decine di migliaia di italiani di Fiume, dell’Istria e della Dalmazia negli anni delle seconda guerra mondiale e i 350mila giuliano-dalmati costretti all’esodo sotto il peso delle persecuzioni del regime di Tito.
Per la quinta volta l’omaggio solenne è avvenuto nel salone dei Corazzieri del Quirinale,
Il presidente della repubblica Napoletano ha sottolineato che la Repubblica italiana è risorta in quanto Stato grazie anche al sacrificio di quanti s’impegnarono nella Resistenza contro il nazi-fascismo e che la Giornata del Ricordo «non ha nulla a che vedere col revisionismo storico o con il nazionalismo». «Conosciamo le responsabilità storiche del regime fascista - incalza Napolitano - e non dimentichiamo e cancelliamo nulla, tanto meno le sofferenze inflitte alla minoranza slovena negli anni del fascismo e della guerra». Ma questo non significa certo dimenticare «le sofferenze inflitte, fino ad un’orribile morte, agli italiani immuni da ogni colpa».
«Non possiamo non sentirci vicini - spiega ancora il capo dello Stato - a quanti hanno sofferto di uno sradicamento a cui è giusto che si ponga riparo attraverso una obiettiva ricognizione storica e una valorizzazione di entità culturali, di lingua, di tradizioni che non possono essere cancellate».
Napolitano accoglie con queste sottolineature i «chiarimenti» offerti dal presidente sloveno Turk e conclude con un auspicio: «Le nuove generazioni non lascino pesare sull’amicizia tra i nostri Paesi le colpe e le divisioni del passato».
Anche Gianni Letta, intervenuto a nome del governo, elogia la fine della «congiura del silenzio» sulla tragedia delle foibe, sottolineando il valore della memoria «che per essere efficace deve unirsi al monito e alla speranza» ed esortando a superare le incomprensioni «quelle antiche, ma anche quelle recenti e recentissime».
«Il governo italiano - spiega il sottosegretario - riconosce e rispetta i diritti delle minoranze in Italia e al tempo stesso riconferma il proprio sostegno alle minoranze italiane in Slovenia e in Croazia» nella convinzione che il confine dell’Italia orientale possa diventare «un crocevia strategico per l’incontro di popoli e nazioni».

 

Cronologia

1 maggio 1945 -  truppe alleate e formazioni titine entrano a Trieste;

10 febbraio 1947 - entra in vigore il trattato di pace con cui le province di Pola, Fiume

e Zara, parte delle province di Gorizia e Trieste, passano alla Jugoslavia;

26 ottobre 1954 - la zona A passa dall’amministrazione militare alleata all’Italia;

10 novembre 1975- il trattato di Osimo sancisce il passaggio definitivo della zona B alla Jugoslavia.

 

I numeri della tragedia

350.000 gli esuli italiani che abbandonano le terre istriane e giuliane all’entrata in vigore del trattato di pace;

5.000/12.000 le vittime italiane di foibe e campi di prigionia. La stima è presuntiva e varia a seconda dei diversi istituti di ricerca storica

( ansa )



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