Mar'09: Noi paghiamo per la crisi della Fiat e i suoi manager continuano a concedersi compensi e bonus indecenti
(di Gavino Deruda )

Secondo Dagospia, Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, nel 2008 ha percepito 3,4 milioni di euro di compenso e Luca Cordero di Montezemolo, nella sua qualità di presidente, ha guadagnato un po’ di meno: 3,3 milioni di euro.

Sempre secondo la stessa fonte i suddetti manager nel 2007 avevano guadagnato rispettivamente 7 e 6,9 milioni di euro e hanno riscosso grosso modo le stesse somme nel 2006, nel 2005 e via tornando indietro.

Insomma anche loro sembra che avvertano i morsi della crisi, poverini!, e pur tuttavia non possiamo evitare di porci una domanda: sono concepibili e tollerabili simili compensi quando lo Stato, cioè tutti noi, compresi i dipendenti della stessa azienda messi in mobilità forzata e in cassa integrazione, è chiamato a elargire aiuti e bonus per far riprendere un mercato ridotto in condizioni comatose e risollevare le sorti di una azienda che non ha esitazioni nel chiudere i cancelli della fabbrica e mandare a casa i propri dipendenti i cui stipendi quando sono grassi oscillano intorno ai 30.000 euro l’anno.

Gli altri paesi (America, Francia, Germania, Inghilterra  e via dicendo ) hanno fissato tetti non superiori ai 300/400 mila euro per i manager di aziende che ottengono aiuti di Stato. E noi che facciamo? Accettiamo queste tosature di facciata, ridicole e indecenti? E consideriamo ancora intoccabili questi geni della economia e quelli, uguali a questi, della finanza i quali sembrano essere dei marziani al di sopra di ogni regola, incuranti dell’andamento disastroso dei loro giocattoli e senza alcun rispetto per risparmiatori, azionisti e correntisti?

Noi non ci stancheremo mai di fare il seguente raffronto: Vittorio Valletta, che è stato presidente e amministratore delegato della Fiat negli anni cinquanta, decise d’accordo con le rappresentanze sindacali che il suo compenso non dovesse essere superiore a trenta volte quello dei suoi operai.

I suoi successori, considerati  amministratori moderni e avveduti, messi assieme, avendo scisso i due ruoli, guadagnano più di trecento volte e con tutto il rispetto per loro non crediamo che abbiano raggiunto risultati migliori.

Anzi come tutta risposta che fanno? Mentre l’agenzia di rating Moody’s declassa il titolo fiat e mentre stanno per entrare in azione gli incentivi statali, ossia pubblici, ossia con soldi di tutti noi,  per le rottamazioni, il consiglio di amministrazione vara, senza palesare un minimo di pudore, un nuovo piano di incentivazione ai manager in base al quale il signor Marchionne potrà ricevere diritti che gli consentiranno di ottenere fino a 2 milioni di azioni del Lingotto al raggiungimento di obiettivi prefissati per il 2009 e per il 2010.

Se questa sia cosa ragionevole o ridicola o vergognosa la lasciamo giudicare a chi ci legge.

 



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