Mar'09: V forum sull'acqua: rischio sete per metà mondo entro il 2030
Necessario intervenire oggi contro mutamenti del clima e incapacità politico gestionale

L'aumento della popolazione mondiale e la conseguente crescita della domanda di energia, i mutamenti del clima e l'incapacità politico-gestionale sono tra le principali cause che potrebbero ridurre alla sete quasi la metà della popolazione del pianeta entro il 2030.  quasi la metà della popolazione mondiale. E' quanto emerge nell'ultimo Rapporto ONU al centro del V forum mondiale sull'acqua in corso ad Istanbul (16, 22 marzo 2009). Africa e Medio sono già al limite delle proprie risorse idriche, ma la crisi idrica potrebbe investire nel giro di un ventennio l'intera sfera mondiale. La popolazione mondiale, oggi pari a 6,6 miliardi di persone dovrebbe crescere di 2,5 miliardi entro il 2050 e per la maggior parte nei paesi in via di sviluppo che soffrono già di scarsità idrica. Questo tasso di crescita comporterà un aumento della domanda di acqua dolce di 64 miliardi di metri cubi all'anno. Già oggi circa un quinto della popolazione mondiale vive in aree di scarsità fisica di acqua, e ulteriori 1,6 miliardi hanno accesso limitato all'acqua per ragioni economiche, politiche e di altra natura. In Italia ogni anno viene usata per scopi civili una quantità d'acqua pari a circa 7.940 milioni di m3, e pur se circondato da mare e ricca di fiumi e laghi il nostro Paese ha problemi, in particolare al sud e nelle isole.

Senza rapidi provvedimenti il tema al centro di discussione dei governi del mondo diverrà la disponibilità e la sicurezza dell'acqua.



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