Mar'09: Acque minerali: caos nei canoni di concessione per i prelievi alla fonte
Legambiente e Altreconomia: “Adeguare i canoni secondo i criteri stabiliti dalla Conferenza delle Regioni nel 2006. Ora è una lotteria dove vincono sempre gli imbottigliatori”

Agli italiani piace l’acqua in bottiglia, nel 2007 ne hanno consumata ben 12,4 miliardi di litri, e sono disposti a pagarla mille volte di più di quella che esce dal rubinetto delle loro case (in media 0,5 millesimi di euro al litro contro i 50 centesimi di euro al litro per quella in bottiglia). Con 196 litri pro-capite all’anno l’Italia è il primo Paese in Europa per consumo di acque in bottiglia e il terzo al mondo, dopo Emirati Arabi (260 l/anno procapite) e Messico (205).

Il volume di affari delle società imbottigliatrici in Italia nel 2007 (192 fonti e 321 marche) ha raggiunto la cifra ragguardevole di 2,25 miliardi di euro, ma i canoni di concessione pagati dalle aziende alleRegioni o alla Province, sono a dir poco irrisori e regolati in alcuni casi addirittura dal Regio decreto del 1927. Questo perchè non esiste una legge nazionale e ciascuna amministrazione decide come meglio crede. Legambiente e Altreconomia, in un dossier presentato il 17 marzo scorso a Milano, in vista della giornaa mondiale dell'Acqua del 22 marzo, riportano il quadro nazionale sui canoni di concessione stabiliti dalle Regioni o dalle Province Italiane, per chiedere che questa anomalia venga corretta.



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