Mar'09: All’ISS il Primo Rapporto sullo stato di salute nell’Unione Europea
In Europa e in Italia aumenta l'aspettativa di vita

Aumento dell’aspettativa di vita, ridotta mortalità infantile, controllo delle malattie infettive e riduzione delle morti per malattie cardiovascolari: lo stato di salute dell’Unione Europea è migliorato negli ultimi decenni. La fotografia sulla salute globale in Europa è stata scattata dal rapporto realizzato con il progetto "Eugloreh 2007", cofinanziato dall’Unione, coordinato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), i cui dati sono stati presentati oggi, 20 marzo 2009, all’ISS.

Secondo i dati Rapporto relativi al significativo aumento dell’aspettativa di vita, lo stato di salute dell’U.E. è migliorato negli ultimi decenni, specialmente a causa dell’efficace controllo delle malattie infettive e alla riduzione della mortalità associata alle malattie cardio-vascolari e respiratorie sin dagli anni ’70, e della maggior parte dei tipi di cancro (eccetto il cancro al polmone) sin dagli anni ’90.

Per quanto riguarda lo stato di salute dei gruppi di popolazione di diversa età si può dire che i neonati sono più sani che in passato. La mortalità infantile sta continuando a diminuire ed il basso peso alla nascita (meno si 2500 grammi) continua ad essere un indicatore sanitario importante.

Per quanto riguarda le persone in età lavorativa (meno di 65 anni), le principali cause di morte sono le malattie cardiovascolari, i tumori, i traumi e gli avvelenamenti; inoltre, fra il 15 ed il 20% degli adulti ha sofferto di qualche problema cerebrale o mentale, da lievi forme di depressione complessi disturbi neuropsichiatrici che rappresentano quattro delle sei maggiori cause di anni vissuti con disabilità. La percentuale delle persone affette dal diabete è in aumento. Sovrappeso e obesità causano circa un milione di morti all’anno nella Regione Europea dell’OMS.

Gli anziani soffrono più frequentemente dei giovani di patologie multiple che comportano disabilità. La depressione, che colpisce il 10-15% delle persone oltre i 65 anni di età, è la principale causa di suicidio nella popolazione anziana. Gli incidenti, essenzialmente dovuti a cadute, permangono molto elevati in questa fascia di popolazione.

Per quanto riguarda le differenze fra uomini e donne, fino a 15 anni, i tassi di mortalità sono simili fra maschi e femmine, mentre, fra 15 e 65 anni, i maschi hanno un tasso di mortalità molto più alto di quello delle femmine.



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