Mar'09: Roma, città che rinasce o che declina?
(di Gavino Deruda)

Oggi parliamo di Roma; Roma capoluogo del Lazio; Roma capitale d’Italia; Roma caput mundi.

Roma è tappezzata in questi giorni da  migliaia di manifesti che esultano al fatto che dopo anni vengono potati lecci, robinie, pini e altre specie, e che secondo un non meglio identificato comitato Roma rinasce. Si parla di 500, 1000 o non so quanti altri alberi che hanno avuto la fortuna dopo anni di abbandono di provare i denti delle seghe o le lame delle forbici. Ed è questo il modo per far vedere che Roma rinasce? Io credo che ci voglia ben altro che questa manipolazione della realtà o presa in giro dei cittadini.

Facciamo qualche esempio basato sulla esperienza personale

Da qualche anno a questa parte ho lasciato in parcheggio la mia macchina per muovermi dentro Roma dove abito e lavoro.

Uso i mezzi pubblici ma cammino molto a piedi per necessità e per scelta. Di regola faccio intorno ai dieci mila passi al giorno. Da allora vedo la città in modo diverso da come la vedevo ( anzi non vedevo ! ) quando mi spostavo in auto, con le sue bellezze, i suoi monumenti , ma anche  le sue carenze , i suoi problemi.

Lo consiglio a tutti , soprattutto a coloro che hanno ruoli di responsabilità e di governo, a partire dagli amministratori comunali e municipali, dai loro collaboratori, dai  dirigenti e funzionari delle municipalizzate e aziende di servizio, anche di quelle che hanno la responsabilità della cura del verde pubblico. Io penso che solo vedendo le cose da vicino e con i propri occhi sia possibile avere un soprassalto di dignità ed operare per migliorarle. Ebbene ogni volta che vado all’estero e torno a Roma sento una stretta al cuore per lo scarto, la differenza che registro al confronto con le  altre città dell’area comunitaria. Già all’uscita dell’aeroporto nello spazio riservato ai taxi dove regna disordine, anarchia, prepotenza, maleducazione, sporcizia, degrado, dando una immagine pessima del nostro modo di operare e di vivere e della nostra mancanza di senso civico e di rispetto per gli altri .

La città in molte zone è anche maleodorante. Molte strade sono sporche di una sporcizia stantia mai rimossa. I marciapiedi sono ovunque dissestati e pericolosi. I cigli sono divelti e così rimangono per mesi e per anni perché manca la cultura della manutenzione e del restauro e non esiste il rispetto del bene comune. Le facciate dei muri sono disgustose. Le scritte sono una costante. I cosiddetti  writer girano indisturbati con le bombolette in bella mostra.

I giardini, le aree verdi, le aiuole sono inesistenti o trascurate. Le piante e gli alberi sono in stato di perenne abbandono. Il traffico è più caotico che mai , la viabilità è sempre più complicata, la gestione dei cantieri è disastrosa e incomprensibile: cantieri che durano a non finire, senza sosta, quando si smantellano vengono sostituiti da altri con le stesse o similari finalità.

Il patrimonio artistico, culturale e storico, unico al mondo, viene tenuto e conservato con una sciatteria senza uguali. Più per dovere che per piacere.  

Il “biondo” Tevere è inguardabile, altro che navigabile.

Ci avevano bombardato di messaggi e illuso sul capitolo sicurezza. Basta chiedere a chi abita nelle periferie delle nostre città. O a quelle ragazze stuprate. I delinquenti spadroneggiano. Tanto non vengono puniti. Molti sostengono che questo dipende da una giustizia che non funziona per i cittadini onesti e non garantisce la certezza delle pene per i disonesti. Non mi dilungo. Ma il problema esiste. Sembra di vivere in praterie sconfinate o in giungle dove regna la legge del più forte o del prepotente.

Io credo che bisogna evitare di arrivare al punto del non ritorno e che non si possa più andare avanti così. Ci vuole un soprassalto di dignità sapendo che è interesse di tutti

avere una città più bella, più pulita, più curata, più accogliente, più sicura come se ciascuno si sentisse a casa propria. Come se ciascuno fosse responsabile del proprio destino

E allora facciamo un’ umile, modesta proposta al sindaco Alemanno e ai presidenti dei municipi: facciano assieme una bella campagna di sensibilizzazione dei cittadini romani e dei turisti. Tappezzino tutti i muri, questi sì, di tutti i quartieri, invitando a non gettare carta per terra e a buttare i mozziconi di sigarette nei portacenere distribuiti per le strade, a non imbrattare i muri, a rispettare i pedoni e gli anziani, ad essere gentili e corretti con tutti, cittadini e turisti; e lei  e voi impegnatevi in cambio a fare un programma di fatti e non di parole per render la città degna di essere chiamata tale e attrattiva per quanti ancora ci guardano con un minimo di speranza di avere a che fare con un popolo che quando vuole sa essere all’altezza delle tradizioni lasciatele in eredità dai suoi lungimiranti antenati.



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