Mag'09: Ritorna il Ministero del Turismo


Recentemente il settore del turismo è tornato ad avere il suo ministero che era stato abrogato a seguito di un referendum nel 1993. Ora vorremmo dubitare che il suo ripristino sia stato voluto solo per appagare qualche qualche ambizione personale ma vorremmo credere che sia il frutto di una decisione ragionata e concordata fra stato centrale, regioni e parti sociale direttamente interessate, ponendo rimedio ad una esperienza passata non molto felice. Perciò senza lascarsi fuorviare dalle diverse etichette occorre ora verificare se ci sarà la giusta coerenza fra le declamazioni verbali e le attuazioni pratiche, cosa di cui questo paese ha tanto bisogno. 

Per questa ragione vogliamo sorvolare su possibili ragionamenti di parte e ribadire invece i concetti che abbiamo sempre espresso a riguardo, pronti a confrontarci con quanti hanno davvero a cuore le sorti di un settore davvero importante in quanto tale ma anche in relazione al contributo che dà e ha sempre dato per l'andamente dell'economia nazionale.

Ed è con questa concezione che vogliamo richiamare il governo nella sua collegialità e i diversi ministeri che a vario titolo interagiscono in materia a impegnarsi concretamente a favore di questo comparto, dimostrando che con serietà e razionalità è possibile coniugare, anche in questa difficile fase recessiva, risanamento finanziario, ripresa economica e crescita civilein una visione equilibrata, solidale e integrata della società.

Per il turismo sappiamo peraltro che, oltre alla funzione di ordine sociale, esso svolge un grande ruolo di rilievo economico e imprenditoriale che non può essere trascurato.

Esso è ormai considerato la prima industria nazionale: vale il 12% del PIL, cioè circa 170 miliardi di euro, conta 270.000 imprese  e dà occupazione a 2 milioni e 800.000 persone.

Non prenderne atto sarebbe assai miope e deleterio.

Per queste  ragioni crediamo sia necessario attivare alcune politiche serie che gli facciano superare le difficoltà di questi anni anche rispetto ai nostri più diretti concorrenti.

In particolare segnaliamo schematicamente 10 punti che toccano anche altri settori direttamente connessi:

1) realizzazione di un progetto comune, condiviso, unitario che costituisca una cornice di principi, obiettivi, strumenti e regole entro cui gli organismi politici, economici e sociali possano operare e interagire per promuovere e valorizzare le specifiche realtà. Ricerca cioè di quello che in altre parole si può definire un patto a lungo termine con un quadro di riferimento certo e riconosciuto da e per tutti, passando attraverso la effettiva attuazione della legge 135/2001 ( legge quadro sul turismo ) o anche di una sua revisione critica e costruttiva.  A tale riguardo registriamo in positivo il fatto che sia stata data esecutività al decreto che stabilisce l’erogazione dei buoni vacanze alle famiglie disagiate in applicazione all’articolo 10 . Ora bisogna continuare sulla strada tracciata operando in modo virtuoso sia sul piano contrattuale che su quello della defiscalizzazione;

2) elaborazione di un codice etico da far sottoscrivere e rispettare da parte di tutti coloro che lavorano nel settore ( servizi di accoglienza, ristorazione, trasporti, guida  ecc.) per affermare in concreto livelli certi e dignitosi di cordialità, gentilezza, rispetto, onestà nella qualità e nella quantità dei prodotti e dei servizi offerti affrontando a viso aperto la competizione con i paesi nostri più diretti concorrenti e sfatando la brutta immagine che spesso viene diffusa di noi, dimostrando in altri termini che sul piano del rapporto qualità/prezzo e su quello della  serietà non siamo inferiori a nessuno;

3 ) attuazione di un piano volto a valorizzare tutte le specificità e le caratteristiche attuali e potenziali del paese e delle singole realtà ( mare e sole, montagna, collina, città d’arte, di storia, di cultura) anche attraverso programmi di infrastrutturazione che affrontino i nodi vitali dei trasporti e dei collegamenti interni e internazionali per corrispondere contemporaneamente alle esigenze connesse al movimento di persone e di merci e alla valorizzazione del territorio nazionale;

4) aggiornamento dei progetti avviati negli anni passati sugli itinerari turistici, sportivi, storico-culturali, paesaggistici, naturalistici, eno-gastronomici;

5) definizione di una politica finalizzata a destagionalizzare sia la domanda sia l’offerta, attivando anche quel sistema di buoni vacanze di cui abbiamo prima parlato e che sulla falsariga di similari esperienze estere mobiliti risorse, energie e interessi convergenti in tale senso;

6)  rilancio di una politica dei servizi che sia funzionale a valorizzare tutte le grandi opportunità che il turismo ( con le attività connesse ) offre, anche attraverso un piano organico e articolato di formazione e riqualificazione professionale, di utilizzo mirato della leva fiscale, di socializzazione e scambio di esperienze, rilanciando, assieme all’ ENIT, anche l’Osservatorio Nazionale e coordinando la miriade di siti esistenti entro un unico portale che dia il senso e la misura della volontà di intraprendere la strada della unitarietà di intenti e di obiettivi con una ragionevole certezza sui risultati;

7) prevedere, in quanto alla leva fiscale, la armonizzazione dell’IVA alberghiera – ora al 10% - con quella di altri paesi europei - tra il 6 e l’ 8% - ma con l’impegno di destinare il risparmio ottenuto all’abbassamento delle tariffe, e non scartare aprioristicamente l’ipotesi di una tassa di soggiorno simile a quella che esiste in tanti altri paesi stranieri con lo scopo di contribuire alle spese per i disagi o i problemi che l’afflusso turistico genera ai residenti;

8) prevedere, per il tempo libero, l’utilizzazione del fondo per le politiche della famiglia per finanziare le iniziative di conciliazione del tempo di vita e di lavoro di cui all’articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n.53;

9) ripristinare, per lo sport, le proposte di legge presentate nella passata legislatura sullo sport per tutti, per dare proprio a tutti le stesse opportunità che uno stato di diritto deve garantire, facendo si che la democrazia si affermi non solo sul piano formale ma soprattutto su quello sostanziale, secondo lo spirito e la lettera della carta costituzionale;

10) fare in modo infine che, per lo spettacolo e la cultura, il Fus (fondo unitario per lo spettacolo),  venga adeguatamente finanziato e utilizzato in maniera coordinata per dare opportunità di crescita e sviluppo delle diverse espressioni artistiche e culturali presenti nel paese.

 

Gavino Deruda

 



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