Giu'09: Crisi, segnali positivi, ma c'è ancora tanto da fare
Le conclusioni della Relazione Annuale del Governatore della Banca d'Italia

Segnali incoraggianti per la crisi finanziaria in atto emergono dalle conclusioni finali della Relazione annuale del Governato della Banca d'Italia, Mario Draghi. Dalla metà di marzo, in particolare, le tensioni sui mercati finanziari si sono allentate – spiega - le quotazioni di borsa sono tornate su livelli di inizio anno e gli indicatori qualitativi dell'economia reale mostrano un'attenuazione delle spinte recessive.

Draghi indica precise linee d'azione per uscire bene dalla crisi: Riforme strutturali per garantire la tenuta dei conti pubblici e interventi che completino il riassetto degli ammortizzatori sociali, la ripresa degli investimenti pubblici, le azioni di sostegno della domanda e del credito.

Draghi aggiunge anche la necessità di introdurre subito nella legislazione le misure di riduzione della spesa corrente e le grandi aspettative dalla riforma della pubblica amministrazione.

Le conseguenze della crisi mondiale andranno da una caduta del Pil di circa il 5% quest'anno, la crescita del disavanzo pubblico nell'anno in corso di circa 2 punti percentuali del prodotto a oltre il 4,5%, mentre nel 2010 il disavanzo potrebbe superare il 5%.

I lavoratori in cassa integrazione e coloro che cercano un'occupazione, oggi pari all'8,5% della forza lavoro, potrebbero salire oltre il 10%.

E' in atto una contrazione del credito erogato dal sistema bancario e Draghi chiede alle banche di non diminuire certo la prudenza nel concedere prestiti, ma di adottare piuttosto un atteggiamento di lungimiranza nel valutare il merito di credito dei loro clienti. Rallentano anche i prestiti alle famiglie. Quel che si può e si deve chiedere alle nostre banche, sottolinea il Governatore è di affinare la capacità di riconoscere il merito di credito nelle presenti, eccezionali circostanze, ovvero porre un'attenzione straordinaria alle prospettive di medio lungo periodo delle imprese che chiedono assistenza finanziaria.

Il sistema bancario italiano, comunque, dimostra la capacità di resistere anche a scenari più sfavorevoli. E' il risultato – evidenzia Draghi - delle prove di resistenza allo stress, a una evoluzione particolarmente sfavorevole della congiuntura economica, effettuate dalla Banca d'Italia.

 



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