Lug '09: FISCO: Come al solito: Oltre al danno anche la beffa


1) giorni fa scrivevamo:

 

CRESCONO POCO I GUADAGNI DEI LAVORATORI DIPENDENTI, VANNO MEGLIO LE IMPRESE

 

 (Secondo i dati delle Finanze per metà degli italiani il reddito annuo non supera i 15.000 euro)

 

 

L’ottanta per cento degli italiani guadagna meno di 27.000 euro lordi. Oltre la metà non supera i 15.000 euro di reddito complessivo. Solo l’1 per cento si trova sopra i 100.000 euro. Solo il 2 per mille dichiara redditi superiori ai 200.000 euro.

Questo è quanto risulta al fisco italiano in base alle dichiarazioni dei redditi del 2008 riferite al 2007. Ma vediamo in dettaglio la situazione:

-          il reddito medio degli italiani è pari 18.892 euro; in particolare:

a)      nel Nord-Ovest è di 21.480;

b)      nel Nord-Est è di 19.880;

c)      nel Centro è di 19.770;

d)     nel Sud è di 15.060;

e)      nelle Isole è di 15.437.

 

-          il reddito dei dipendenti è di 19.335 euro;

      -    il reddito del lavoratore autonomo è di 37.124 euro;

      -    il reddito da pensione è di 13.440 euro;

      

   

-          Dichiarano meno di 15.000 euro: la metà degli italiani, di cui il 34,8 % dei dipendenti; il  22% degli autonomi; il 59% dei pensionati.

-          Solo il 2 per mille dichiara redditi di 200.000 euro;

-          Solo l’1 per cento dichiara redditi di 100.000 euro;

-     520.000 imprese mostrano utili;

       -   419.000 imprese sono in perdita.

 

2) Ora integriamo

 

Ristoratori come pensionati

 

Ristoratori come pensionati con un reddito lordo tra i 14.500 e i 13.500 euro l’anno. Commercianti, anche all’ingrosso, come lavoratori dipendenti, poco sopra i 19.000 euro. La folta platea di micro-società con contabilità semplificata che dichiara ancora meno, in media 17.000 euro.

È una fotografia agghiacciante  quella che emerge da una lettura di dettaglio dei dati sulle dichiarazioni fiscali del 2008 diffusi dal Dipartimento Fiscale del ministero dell’Economia. Tutti dati relativi al 2007, anno pre-crisi.

Come sempre le fotografie panoramiche di intere categorie hanno il difetto di livellare le diversità dei redditi. Ma dai confronti appare spesso evidente che lo zoom del fisco mette a fuoco grandi contraddizioni e palesi ingiustizie che si perpetuano da anni registrando una sorta di rassegnazione da parte dei cittadini ligi e onesti e la totale indifferenza dei nostri governanti.
Ecco allora che il reddito medio degli imprenditori della categoria «servizi di alloggio e di ristorazione» (nella quale ci sono anche i titolari di piccoli alberghi, residence e camping, ma anche ristoratori, pizzerie e fast food) è in media di 14.597 euro e crolla a 13.545 euro per 100.000 su 120.000 imprenditori del settore che hanno optato per una forma societaria che consente la contabilità semplificata. Il loro reddito è praticamente identico a quello dei pensionati, che in media nelle dichiarazioni dello stesso anno si attestano a 13.448 euro: li dividono solo 97 euro lordi.

Di confronto in confronto, appare che a dichiarare meno dei 19.335 euro dei dipendenti non sono solo gli «autonomi» ma le mini-società, le imprese di persone con contabilità semplificata che oramai sono la «formula» scelta da molti settori: il commercio, i ristoranti, le attività edili.
Quello delle micro-società è in media di 17.007 euro, circa 1.400 euro lordi al mese. Ma quale è la reazione delle categorie interessate? Emblematica ed esilarante la dichiarazione di un noto ristoratore romano: «Non siamo tutti ladri e non si può far di tutta l’erba un fascio. Se molti ristoratori denunciano guadagni da pensionato è perchè le tasse sono troppe». Quindi? Non le paghiamo per niente: tanto ci sono sempre i dipendenti e i pensionati che pensano a tirare la carretta! Per tutti gli altri ci saranno i condoni e gli scudi fiscali. E come sempre al danno aggiungiamo anche la beffa.

 

 

 

 



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