Ott '09: Asili nido negli uffici pubblici, il progetto del Governo
Un primo passo, ma per conciliare tempo di lavoro e tempo libero c'è ancora molto da fare

Il I ottobre scorso è stata presentata a Palazzo Chigi l'iniziativa sperimentale per l’attivazione di asili nido negli uffici pubblici.

Il progetto, proposto dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con competenza in materia di politiche familiari in collaborazione con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e il Ministro per la pari opportunità si propone – si legge nel comunicato di Palazzo Chigi - di realizzare misure di sostegno alla famiglia nell’ottica di favorire la conciliazione dei tempi di vita con i tempi di lavoro.

Si opererà, così, nell'ottica dello sviluppo di servizi destinati ai figli in età compresa tra 0 e 3 anni dei dipendenti statali, andando ad integrare quanto già previsto dal Piano straordinario del Governo per la prima infanzia.

L'attuale situazione della presenza e funzionalità degli asili nido in Italia – informa il Governo - registra appena l'11,4% di copertura, con sperequazioni molto forti tra regione e regione: In Emilia Romagna si arriva a coprire il 27% della domanda, mentre in Calabria appena l'1,7%.

E', dunque, la solita Italia che pure in un quadro generale di servizio deficitario si mostra divisa in due. L'11,4 è una percentuale che fa riflettere sul grande e grave gap che impedisce all'organizzazione familiare di trovare i giusti equilibri tra la il tempo di lavoro e quello da dedicare ai propri affetti, alla crescita ed all'educazione dei bambini, più in generale il tempo libero.

Il progetto è solo un primo passo, ma è auspicabile che serva anche ad innalzare il livello d'attenzione sulla questione ed a sensibilizzare anche la sfera delle aziende private.

L'iniziativa pubblica sarà finanziata con fondi già stanziati dal Dipartimento per le politiche della famiglia e vedrà la partecipazione finanziaria dei Dipartimenti per le pari opportunità e per la pubblica amministrazione e l’innovazione, che utilizzerà parte dei risparmi provenienti dal graduale innalzamento dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego. Come dire, ottimizzazione delle risorse esistenti, ma anche lavorare di più per avere la serenità che proviene dalla vicinanza dei propri bimbi...



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