Ott '09: Il turismo in Italia nel 2009
La sintesi del Rapporto del Ministero del Turismo presentato il 28 settembre 2009

Il turismo in Italia contrasta la crisi con una tenuta maggiore di altri settori economici: i primi tre mesi dell’anno grazie alla montagna, in agosto grazie alla politica promozionale degli hotel, nelle prenotazioni per l’autunno grazie alla ripresa del turismo business e commerciale nel nord del Paese.

Meno nera di quanto ci si aspettasse l’estate del 2009. Il sistema turistico italiano ha attivato velocemente misure anti crisi, le imprese hanno dimostrato di saper affrontare l’emergenza annunciata e i risultati danno l’Italia in una posizione più favorevole del resto d’Europa.

Il 2009, infatti, ha evidenziato una serie di tendenze:

·         gli hotel, che hanno maggiore clientela internazionale, hanno applicato una politica di ribasso nei prezzi (-7,2%) per contrastare il calo registrato nei primi sei mesi;

·         il turismo italiano diminuisce le partenze all’estero e sceglie l’Italia nei primi sei mesi dell’anno, e in estate sceglie i mesi fuori stagione di luglio (+37%) e settembre1 (+14,2)pareggiando il conto con l’estate 2008;

·         l’attrattiva del nostro Paese rimane costante, anche tra le previsioni di vendita del Turismo organizzato mondiale, contenendo il calo mondiale dei flussi internazionali in Italia al –2,8%, quando l’OMT prevede un calo mondiale dei flussi internazionali tra il -4% e il -6%;

·         in particolare, l’indagine ENIT presso i Tour Operator esteri indica per il mese di agosto una ripresa delle partenze del turismo organizzato verso l’Italia, in particolare dalla Germania, dall’Austria e dal Belgio;

·         gli effetti della crisi economica hanno influenzato maggiormente la durata della vacanza e la spesa, spingendo i turisti italiani e stranieri a ridurre il budget per la vacanza e ad utilizzare maggiormente gli alloggi privati.

Il turismo si conferma un settore economico complesso che subisce, inoltre, la concorrenza di un sistema parallelo di offerta che sfugge alle rilevazioni ufficiali: dai dati dell’indagine campionaria sul turismo internazionale della Banca d’Italia e dalle rilevazioni di Unioncamere sulla popolazione italiana è ipotizzabile che le presenze nelle abitazioni private rappresentino un universo di dimensioni pari o superiori a quello rilevato ufficialmente, che conta 178 milioni di pernottamenti dei turisti internazionali e 285 milioni stimati di pernottamenti italiani. Inoltre, i consumi turistici che fino ad ora sono stati imputati al settore hanno considerato solo le voci di spesa relativi all’alloggio e alla ristorazione. In realtà la spesa turistica è ben più ampia e trasversale a tutti i settori economici. Dai dati Unioncamere si stima, infatti, che per ogni euro speso nella ricettività se ne contano altri 3 in tutti gli altri settori economici. In questo modo il turismo è contato solo per un quarto della sua reale ricchezza che apporta ai territori.

Queste alcune delle ragioni per le quali l’Osservatorio Nazionale del Turismo, istituito presso il Ministero del Turismo, sta sviluppando dei modelli di studio e di monitoraggio proprio per valutare il peso effettivo del turismo sull’economia italiana, a partire dalla creazione del conto satellite sul turismo.

 

1. L’occupazione delle camere nelle strutture ricettive nel 2009

(dati tratti dall’”Indagine sulle prenotazioni/presenze nelle aree turistiche e sui segmenti di prodotto” di Unioncamere)

Un 2009 altalenante che ha visto il sistema italiano soffrire e recuperare in modi e tempi diversi le imprese ricettive alberghiere e quelle extralberghiere, così come le diverse aree del Paese.

Nel primo trimestre grazie al turismo della neve la montagna italiana ha trainato i risultati del comparto ricettivo verso un confortante pareggio con il 2008, riuscendo ad occupare il 37% delle camere nelle strutture ricettive. Dopo un più difficile trimestre primaverile che ha fatto registrare un’occupazione camere in diminuzione del -1,4% ad aprile (pari al 35,6% delle camere), del -1,2% a maggio (40%) e del -2,7% a giugno (46,2%), con l’estate si rilevano i primi segnali di ripresa, almeno per il comparto alberghiero. Se il mese di luglio ha fatto registrare per gli hotel un’occupazione camere del 62,7% (-0,4% rispetto al 2008) in agosto con il 73,1% di camere occupate gli alberghi restituiscono un saldo positivo (+1,7%). Negativa, per contro, la performance del comparto complementare che seppur con risultati di occupazione in linea con quelli alberghieri (63,6% in luglio e 77,2% in agosto) indica un calo del -7,2% a luglio e del -4% ad agosto. Ciò porta il mese di luglio a chiudersi con il 63,1% di camere vendute totali (alberghiere ed extralberghiere) ed un saldo negativo sul 2008 (-3,7%), mentre è maggiormente in linea con lo scorso anno il saldo di agosto (75% di occupazione camere, pari al -1,2%).

2. La settimana di Ferragosto

(dati tratti dall’indagine “Movimento alberghiero – ferragosto 2009” di ISTAT)

I risultati della rilevazione sulle presenze negli esercizi alberghieri condotta dall’Istat nella settimana di Ferragosto (dal 10 al 17 quest’anno, dall’11 al 18 l’anno scorso) indicano una sostanziale tenuta del settore nel periodo di picco della stagione estiva. Il numero di clienti degli alberghi ha subito un lieve calo (meno 0,9 per cento) che è stato più che compensato dall’aumento, pur contenuto (circa 1,5 per cento), della permanenza media. A sintesi dei due effetti, le presenze hanno registrato un piccolo incremento (più 0,7 per cento).

Riguardo al comportamento delle due grandi componenti della clientela, si osserva un risultato pressoché invariato, rispetto al 2008, per le presenze degli italiani (con una variazione di più 0,1 per cento) e un discreto aumento per quelle degli stranieri (più 2,0 per cento). Per questa seconda componente è decisamente più accentuata la divaricazione tra l’andamento degli arrivi, in calo significativo (meno 1,6 per cento), e quello della permanenza media, che è cresciuta di oltre il 3,5 per cento. Dal punto di vista degli andamenti territoriali, l’incremento più marcato delle presenze totali ha riguardato il Centro (più 2,2 per cento) mentre solo nel Nord-Est si è registrata una variazione negativa (meno 0,3 per cento).

3. I viaggiatori internazionali nel primo semestre 2009

(dati tratti dall’Indagine campionaria sul turismo internazionale della Banca d’Italia)

Nei primi sei mesi del 2009, 31,8 milioni di viaggiatori stranieri hanno varcato le frontiere italiane generando 12,4 miliardi di euro di spesa e oltre 134,8 milioni di pernottamenti. Rispetto allo stesso periodo del 2008 si assiste ad un cambiamento nei modelli di consumo, con un ridimensionamento della spesa dovuto più alla riduzione della durata dei soggiorni che al calo del numero di viaggiatori.

A fronte di una spesa turistica totale che si contrae del 10,0%, il numero dei viaggiatori segna complessivamente il -2,8%, mentre i pernottamenti diminuiscono dell’8,4% rispetto ai primi sei mesi del 2008.

In particolare, mentre il calo della spesa interessa in misura pressoché uguale il movimento leisure e quello business, le ragioni di questa contrazione sono piuttosto diverse: i turisti propriamente detti (che rappresentano quasi la metà dei viaggiatori totali) hanno ridotto il numero dei viaggi (-7,3%), mentre i viaggiatori d’affari hanno prevalentemente accorciato la durata dei loro soggiorni, tanto che i pernottamenti per motivi di lavoro fanno registrare un -14,9%, a fronte di una riduzione molto meno marcata del numero dei viaggiatori (-3,3%).

In generale, anche le scelte di alloggio si orientano decisamente verso il risparmio, in particolare approfittando dell’ospitalità di amici e parenti (+1,7% i pernottamenti).



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