Nov '09: Corruzione: sempre peggio Italia, Iraq, Afghanistan. Il primato è della Somalia
Rapporto annuale di Transparency International

di WALTER RAUHE
Berlino 18 novembre ‘09

I Paesi più corrotti del mondo sono la Somalia, l’Afghanistan e la Birmania, ma anche l’Italia non scherza e in fatto di bustarelle ai funzionari della pubblica amministrazione è addirittura peggiore rispetto al Botswana, alla Namibia o alla Turchia. È quanto emerge dal rapporto annuale di Transparency International (TI), l’organizzazione non governativa fondata nel 1993 dall’ex presidente della Banca mondiale Peter Eigen per lottare contro il fenomeno della corruzione. Rispetto all’indice dell’anno scorso il nostro Paese ha perso notevolmente punti, retrocedendo dal 55esimo al 63esimo posto. Misurato in voti questo significa un’insufficienza bella e buona dal momento che nell’indice di TI l’Italia ottiene appena 4,3 punti in una scala che va dal 10 (per i Paesi meno corrotti) all’1 (per quelli peggiori).
«In un frangente nel quale l’economia mondiale incomincia a registrare una leggera ripresa e alcuni Paesi continuano a lottare con continui conflitti interni ed incertezze è chiaro che nessuna regione del mondo è immune dal cancro della corruzione», viene sottolineato nel rapporto presentato ieri a Berlino dalla presidente di Transparency International Huguette Labelle. L’Ong lamenta in molti stati un calo dell’attenzione e della sensibilità nei confronti di un fenomeno molto “corrosivo” per la buona governance e per la stessa democrazia. Del tutto allarmante è così il fatto che Paesi come l’Afghanistan o l’Iraq hanno ulteriormente perso punti rispetto agli scorsi indici annuali dimostrandosi come dei sistemi estremamente esposti alla corruzione ed immuni ai tentativi da parte della comunità internazionale o delle Ong di lottare contro questo malcostume. «Lo sviluppo di società stabili e di democrazie politiche affidabili risulta dunque sempre più difficile in simili Paesi», recita il rapporto 2009 di TI.
Per quanto riguarda l’Italia «il punteggio di 4,3 punti è drammaticamente basso», ha dichiarato il direttore regionale di TI per l’Europa e l’Asia centrale Miklos Marschall. «È molto più basso rispetto a quello raggiunto da molti nuovi stati membri dell’Unione europea come la Slovacchia, la Lettonia o la Repubblica Ceca ed identico invece a quello dell’Arabia Saudita». Mentre il nostro Paese è sceso nel 2009 al 63esimo posto, la Spagna è pur sempre al 32esimo, la Germania al 14esimo, la Danimarca e la Svezia rispettivamente al secondo e al terzo posto. Il Paese primo in classifica con il minor indice di corruzione è la Nuova Zelanda. Secondo Marschall il cattivo punteggio dell’Italia è dovuto in buona misura a quello che lui chiama il «fattore Berlusconi». «Penso che il dibattito in corso sul suo ruolo di controllo dei media e la mancanza di chiare linee di demarcazione tra la politica e gli affari, oltre alla sua battaglia con la giustizia, abbiano influenzato l’opinione generale sull’Italia», spiega l’esperto. «Ma nell’ultimo anno - ha aggiunto - sono state prese alcune misure positive contro la corruzione», tanto che, per il futuro, TI non prevede un’ulteriore retrocessione del nostro Paese.
(RIPRODUZIONE RISERVATA)

Da “ Il messaggero” del 18 novembre 09



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