Dic '09: Rapporto annuale 2009 ( il IV°) di Federculture
(Cultura resistente alla crisi, ma servono più investimenti)

Roma, 15 dicembre 2009
 
Anche in tempi di crisi, la cultura resiste e continua ad essere un motore importante per la nostra economia. A sostenerlo è Federculture, secondo cui i consumi culturali degli italiani non solo hanno retto al peso della recessione economica, ma hanno addirittura registrato segnali di ripresa. Nel corso del 2009, il pubblico delle mostre è cresciuto dell’1%, quello dei concerti del 3% e il pubblico del teatro è aumentato del 3,9%. Tutti dati che, in un periodo quanto mai difficile per le famiglie, confermano l'attaccamento degli italiani al mondo delle arti. E se da un lato c'è materia di cui rallegrarsi, dall'altro rimane pur sempre lo spettro di un'Italia che, malgrado i suoi indiscutibili tesori, continua a non investire abbastanza su se stessa e sulla propria creatività.
 "La cultura può sostenere la ripresa e diventare uno dei fattori strategici per accrescere la competitività dell'intero sistema Paese": è proprio questa, infatti, la tesi di fondo del IV rapporto annuale di Federculture, l'associazione nazionale dei soggetti pubblici e privati che gestiscono attività legate alla cultura e al tempo libero. Secondo il rapporto, presentato oggi all'Auditorium del Museo MAXXI a Roma, l'andamento sostanzialmente positivo dei consumi culturali nel corso del 2009 - definito "l'anno nero della crisi" - conferma una crescita decennale nel settore della cultura. Di qui il richiamo alle istituzioni a fare di più, tramite riforme profonde e scelte coraggiose che portino la cultura "al centro" e non "ai margini" dello sviluppo.

 

Alla fine del 2008, i fondi investiti dagli italiani per "nutrire la propria mente" erano leggermente diminuiti, per poi risalire dai primi mesi del nuovo anno. Considerando il trend dal 1998 ad oggi, la spesa delle famiglie in questo settore è passata da 48 miliardi annui nel 1998 a 64 miliardi nel 2008, con un incremento complessivo del 34%. Dati che, nel complesso, dimostrano come negli anni si sia rafforzato il rapporto tra cultura, territorio e popolazione, in particolar modo per quel che riguarda il teatro. E' il pubblico degli spettacoli teatrali, infatti, ad aver registrato l'incremento più forte: il 28,7%, a fronte di un aumento del 13,5% per quanto riguarda i concerti e del 7,5% per musei e mostre.
 Il turismo culturale, sottolinea Federculture, rappresenta un settore importantissimo per la nostra economia. Anche qui, com'era prevedibile, la crisi economica ha avuto le sue ripercussioni: secondo le stime dell'Organizzazione mondiale del turismo, una contrazione del 7% negli arrivi internazionali a livello mondiale, e una riduzione dell'8% per l'Europa durante il periodo gennaio-agosto 2009.

Tutto sommato, però, il turismo culturale ha reagito abbastanza bene ai colpi della crisi. Le città d'arte rimangono infatti il prodotto più venduto dai tour operator esteri, soprattutto europei, nei pacchetti che hanno come destinazione l'Italia. Nel 2009, in particolare, le mete cittadine hanno rappresentato il 63% dei prodotti turistici commercializzati nel nostro Paese. Segno che, malgrado tutto, continua a richiamare turisti, attraendoli soprattutto grazie al suo patrimonio artistico e culturale.
Ma, se è vero che arte, cultura e creatività rappresentano un vantaggio competitivo per l'Italia, resta il fatto tuttavia che, quanto a riforme e investimenti, c'è ancora molto da fare. Investendo poco sul futuro, si sa, si perde competitività, e questo è proprio quello che ci è successo, secondo gli osservatori più accreditati in campo internazionale
 A fronte di questi dati, emerge la necessità di aumentare incentivi e investimenti in un settore che, secondo Ferderculture, ha tutte le potenzialità per "agganciare la ripresa" e portare il Paese "oltre la crisi". "Per turismo e cultura, la recessione globale si presenta come un momento della verità, servono riforme istituzionali e organizzative in grado di riordinare le funzioni di coordinamento e riqualificare il sistema dell'offerta. Solo così – sostiene il rapporto - sarà possibile rilanciare in modo organico la promozione della cultura nel nostro Paese.



INSERITO DA:

administrator

ETSI Nazionale
Via Tagliamento, 9 - 00198 Roma
tel 06/85357370
mail info@etsicisl.it