Gen '10: Una campagna choc per frenare il calo di visitatori nei musei.


Il Colosseo smontato pezzo a pezzo, di notte, con le gru e gli operai al lavoro. E sullo sfondo un avvertimento choc: “Se non lo visiti, lo portiamo via”. È una delle immagini provocatorie che accompagnano la nuova campagna di promozione che sarà lanciata dal Ministero dei Beni Culturali per contrastare il calo dei visitatori nei musei e nelle aree archeologiche italiane. “Immagini con cui vogliamo far discutere”, spiega il direttore generale Mario Resca, che ha presentato il progetto insieme con il ministro Bondi. Primo obiettivo: riconquistare l’attenzione del pubblico italiano e frenare l’emorragia di visitatori puntando intanto a un aumento del 3% nel 2010.

Ed ecco qualche notizia sul Colosseo:

A tutt’oggi riconosciuto dal mondo intero come simbolo di Roma, il Colosseo era per gli antichi romani l’ “Anphitheatrum Flavium” dal nome della famiglia imperiale Flavia sotto la quale iniziarono e finirono i lavori per la sua costruzione. Fu l’imperatore Vespasiano a dare il via ai lavori nel 72 dopo Cristo e fu suo figlio Tito a portarli a termine nell’80 dopo Cristo. L’inaugurazione si celebrò con giochi straordinari che durarono cento giorni. Divenne l’arena più famosa del mondo antico, dove si svolgevano combattimenti con i gladiatori, rappresentazioni di caccia e battaglie navali. Vi si eseguivano anche le esecuzioni capitali, ma non è provato che vi sia avvenuto il martirio dei cristiani. Durante i giochi, il Colosseo ospitava sui suoi spalti una folla enorme, oltre 50 mila spettatori che godevano di spettacoli spesso truci. Dal VI  fino all’XI secolo, cadrà nell’oblio, per essere ricordato solo nella profezia del venerabile Beda (673-735): “Fin quando ci sarà il Colosseo ci sarà Roma, quando cadrà il Colosseo cadrà Roma”.


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