Gen '10: Ocse, stipendi italiani alla deriva
L'ultima indagine fa emergere un trend negativo anche a prescindere dalle pesanti tasse

Pesanti oneri fiscali, non di meno i contributi sociali e, comunque, stipendi tra i più bassi in Europa e trai Paesi industrializzati. Lo dice l'OCSE, con riferimento al nostro Paese, in una delle sue ultime indagini statistiche resa nota il 3 gennaio 2010: 23° posto sui trenta Paesi più industrializzati aderenti all’organizzazione, davanti solo a Repubblica Ceca, Ungheria, Messico, Nuova Zelanda, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Turchia. Siamo poi superati anche dalla Nuova Zelanda se consideriamo il salario netto, pari per un italiano a 21.374 dollari. Il divario dalla vetta è enorme: al primo posto c'è la Corea con 39.931 dollari seguita da Regno Unito (38.147) e dalla Svizzera (36.063), ma siamo lontani anche dalla Germania (29.570 dollari) e dalla Francia (poco più di 26 mila). Cambiando il metro di giudizio l'esito è sempre molto cupo: i salari lordi italiani sono più bassi del 32,3% rispetto alla media dell’Europa a quindici e ben sotto la media dei 30 Paesi Ocse, con un 16% per cento in meno.

La pressione tributaria complessiva sulla busta paga media di un italiano è pari al 46,5% del costo del lavoro, ed è più alta solo in Germania, Belgio, Austria e Francia. Così l’Italia occupa la posizione numero 19 nella graduatoria del costo del lavoro: con un valore di 39,9 siamo quasi alla metà della Germania (61,6) e di gran lunga sotto la Francia (51,2). Altre influenze negative giungono dal rapporto tra imprese e sistema d’istruzione, se è vero che la laurea non garantisce affatto salari dignitosi e le imprese sembrano assai poco disposte a premiare la manodopera più qualificata.

Tra il 1998 ed il 2004 in Italia il differenziale di stipendio tra un lavoratore laureato ed uno che ha fatto solo la scuola dell’obbligo è diminuito del 6,2%, del 5% se si considerano i lavoratori con il diploma di scuola secondaria superiore. A parità di livello di istruzione con gli uomini, poi, le donne italiane sono quelle che guadagnano meno di tutte rispetto agli altri Paesi industrializzati del mondo. Fino al 50% in meno.


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