Feb '10: Italia tra gli ultimi Paesi OCSE per i salari e tra i più tartassati dal fisco
Rapporto Eurispes: dall'immigrazione criminalità, ma anche crescita economica e culturale

Con 14.700 euro l'anno il salario medio netto degli italiani è al 23° posto tra i Paesi dell'Ocse, mentre saliamo al 6° nella valutazione del cuneo fiscale (la differenza tra costo del lavoro e retribuzione netta), che pesa per un lavoratore dal salario medio single e senza figli per il 46,5%.  E' quanto emerge dall'ultimo rapporto dell'Eurispes Italia 2010, reso pubblico il 29 gennaio 2010. Per salario medio netto siamo davanti solo a Portogallo, Repubblica Ceca, Turchia, Polonia, Slovacchia, Ungheria e Messico. I lavoratori italiani incassano ogni anno retribuzioni pari al 17% della media Ocse.

E come si fa a non essere pessimisti. Il presente, secondo il Rapporto preoccupa non poco gli italiani (il 47,1%) che, tuttavia, sono fiduciosi per il futuro (il 18,3%).

Il presente, d'altronde, parla chiaro: i prezzi dei beni di prima necessità salgono e, per far quadrare i conti, si taglia sul resto. Secondo il rapporto dell'Eurispes, il 48,4% del campione di indagine ad un certo punto del mese incontra difficoltà a far quadrare il proprio bilancio familiare. Un dato che risulta comunque in calo rispetto al 2009 quando raggiungeva il 53,4% (-5%). Tra tutti, il settore più colpito dall'aumento dei prezzi è considerato quello alimentare: 88,9%. Aumenti significativi anche sul fronte del costo del carburante (86,3%), dell'abbigliamento e delle calzature (74,9%) come delle spese per la salute (74,3%) e degli affitti (66,7%).

Per quel che concerne un tema di stretta attualità, il rapporto tra immigrazione e criminalità, 6 italiani su 10 pensano che la presenza degli immigrati aumenti la criminalità (64,7%; il 51,2% fra le persone di sinistra, il 75% fra quelle di destra e centro-destra). Tuttavia per il 60,4%, gli stranieri contribuiscono alla crescita economica del paese. Quasi la metà degli italiani (46,1%) dice che un atteggiamento di diffidenza verso gli immigrati sia giustificabile; il 22,8% definisce questo atteggiamento pericoloso, il 17,7% riprovevole, il 10,4% condivisibile. L'opinione più diffusa è che gli immigrati svolgono lavori che gli italiani non vogliono fare (86,4%). Per molti, gli stranieri permettono un arricchimento culturale (59,1%) ma aumentano anche il rischio di malattie (35,6%) e minacciano la nostra identità culturale (29,9%). Quasi un italiano su quattro pensa che gli immigrati tolgono lavoro agli italiani (24,8%); posizione più diffusa a destra (33,3% contro il 17,3% delle persone di sinistra). E' opinione condivisa che lo Stato dovrebbe favorire l' integrazione culturale (36,5%).


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